Chi Siamo

Quelli de “La Genga”

Boschi quasi inesplorati, campi, radure selvagge, sentieri antichi sepolti tra il verde. Forre, fossi, calanchi, gole, radure. Non passano macchine, non ci sono case, ma solo siepi di rovi, erbe e frutti selvatici. Sembra incredibile, ma è San Marino. Una San Marino davvero speciale, che solo pochi ammirano, amano, rispettano e riscoprono attraversandola rigorosamente a piedi.
“La Genga”
è un’associazione fondata ufficialmente il 14 aprile 2003 per riscoprire il piacere di camminare in compagnia nei luoghi dimenticati dalla modernità, molto spesso antiche vie di comunicazione ormai nascoste dalla vegetazione e diventate praticamente sconosciute. Per dirla con una parola di moda: fare trekking. Ma per noi della Genga camminare non è solo uno sport: è scoprire posti nuovi, paesaggi inusuali, vivere in mezzo alla natura e, soprattutto, stare bene insieme.
Tutto cominciò abbastanza casualmente intorno agli anni 2000, quando l’allora Segretario di Stato al Territorio Roberto Bucci, su sollecitazione di alcuni cittadini, decise di verificare se l’antico sentiero lungo i fianchi della rupe del Titano fosse ancora agibile. C’erano tracce qua e là ancora abbastanza visibili, ma molti tratti erano di fatto impercorribili. Si decise di fare dei lavori e il sentiero fu poi inaugurato il 26 maggio 2001.
Sulla Genga del Tesoro, isolato contrafforte roccioso posto sopra il vecchio abitato di Borgo Maggiore , luogo quasi magico, legato a tradizioni e miti, che è praticamente punto di partenza per il sentiero della rupe, si trova ancora oggi questa targa:


NEL GIORNO INAUGURALE DEL RIPRISTINATO
SENTIERO DELLA RUPE
Claudio Bonfè, Roberto Bucci, Marino Giardi, Giovanni Giglietti, Rosolino Martelli,
Andrea Mina, Leo M. Morganti, Boris G. Pellandra, G.Carlo Stolfi
RITROVATISI IN SPONTANEA COMITIVA
PERCORSERO PER INTERO IL TRATTO FINO ALLA BRAMATA META DEL MONTALE
APPAGATI DALLA BELLEZZA DEI LUOGHI
E
DALL’AMORE PER QUESTO PAESE


Fu da questo primo germe che nacque l’idea di mettere su una associazione in cui riunire tutti coloro che amano camminare in boschi e sentieri.
Ci vollero un paio d’anni per arrivare al battesimo ufficiale, e cominciare a camminare; di quel primo percorso e di quella prima idea però, è rimasta testimonianza anche nel nome scelto per l’associazione, “La Genga”, parola che evoca sensazioni di solidità e di natura selvaggia, a ricordo di quella prima escursione dalla “Genga del Tesoro" .
Da allora gli iscritti hanno oltrepassato la soglia delle 600 unità, di tutte le età. Può accadere infatti che qualche giovane padre si tiri dietro il figlioletto sulle spalle e che qualche arzilla signora ormai nonna, o anche bisnonna, con bastone e scarponi da trekking dia del filo da torcere a rampanti 40enni.
Tra tutti gli iscritti oltre 300 sono attivi, cioè partecipanti alle escursioni che sono 25/30 all’anno, più o meno due o tre al mese, programmate con qualsiasi tempo.
Non c’è percorso all’interno del territorio e nelle immediate vicinanze, che non sia stato esplorato. Oltre al famoso sentiero della Rupe, la zona di Canepa con i suoi splendidi mulini, la forra di Gorgascura, l’antica zona di Paderna e quella di Paradiso con i suoi siti archeologici, il Monte Carlo e il Seghizzo con il suo Castellaccio. E ancora il fosso di Montegiardino, i Pratacci, il Montecerreto.
E poi le cime circostanti: Saiano, Montebello, Uffugliano, San Leo, il monte Pincio, Maioletto, Carpegna, Montefiore; e le cime appenniniche a cominciare dalla superba quanto suggestiva Alpe Della Luna attraversata sia sul versante di Bocca Trabaria, sia su quello di Via Maggio.
Lo spirito che anima le uscite, non è l’agonismo ma solo la voglia di camminare, scoprire e conoscere insieme. Tutto questo è sintetizzato nel motto “chi cammina preserva la salute e si gode la vita”.
Il recupero della storia e delle tradizioni è un aspetto fondamentale dell’associazione; quando è possibile le uscite sono affrontate oltre che sul piano escursionistico-ambientale anche su quello storico e culturale. Per fare ciò ”La Genga”, a seconda delle peculiarità dei luoghi visitati, si avvale durante le uscite di esperti dei vari settori.
Non viene tralasciato nulla e viene posta la massima cura ed attenzione per rendere ogni escursione unica ed indimenticabile.
Ad ogni camminata, il ricordo trasmesso dai racconti entusiastici dei partecipanti, oltre che dalle foto (del vicepresidente nonché fotografo ufficiale Marino Giardi) che adornano le pareti della sede, ricavata, restaurata ed abbellita dalle stesse mani dei soci nella vecchia stazione della ferrovia, a Domagnano.
E se qualcuno non se la sente di partecipare alle escursioni più difficili, quelle che presentano salite particolarmente ripide, o quelle che arrivano anche oltre i 20 chilometri, non c’è problema. Può sempre raggiungere il gruppo al momento del pranzo, o della cena. Alla fine della camminata, spesso, nel programma compare un favoloso menù, a volte organizzato dagli stessi soci, da consumare tutti insieme. E prima dei saluti, il bicchiere della staffa, che sbuca sempre all’improvviso da qualche zaino. Ottimo toccasana per il corpo, un vero balsamo per l’amicizia, che ad ogni escursione si rinnova più salda e genuina che mai.